Ditta italiana: salvi grazie alla nostra gru

Ditta italiana: salvi grazie alla nostra gru

L'azienda di Bergamo che ha collaborato ai soccorsi: "Siamo orgogliosi"
"Abbiamo salvato i minatori"
Una ditta di Bergamo impegnata in Cile

“Abbiamo lavorato con una grande pressione psicologica. Tutto doveva filare liscio. Ogni piccolo errore poteva costare caro”. Parla di vite umane Giovanni Fassi. E’ l’amministratore delegato di un’azienda che dalla bergamasca è arrivata fino in Cile per partecipare al salvataggio del secolo, ripreso dalle tv di tutto il mondo. La sua ditta, la Fassi Group di Albino ha fornito la gru che ha raggiunto e portato in superficie i 33 minatori di San Josè. “Collaboriamo con l’azienda americana che ha trivellato il terreno, siamo molto orgogliosi del fatto che tutto sia andato bene”. Un successo che riempie di soddisfazione il manager di un marchio a conduzione familiare, nato in Val Seriana e ora presente in 60 Paesi, dall’Australia al Canada e, ovviamente, in Cile. “Ma le macchine sono tutte rigorosamente made in Bergamo”, scherza Fassi, “La produzione più lontana è in Emilia”.

Minatori,i primi tre tornano a casa

Cile, dimessi dall'ospedale di San Josè

L'attesa è finita. Tre dei minatori estratti dalla miniera di San Josè, in Cile, possono finalmente tornare a casa, dopo essere stati dimessi dall'ospedale della città dove erano stati ricoverati per alcuni controlli. La maggior parte dei loro colleghi dovrebbe invece lasciare la struttura sanitaria nelle prossime ore. Nel nosocomio resteranno solo in quattro, le cui condizioni sono più serie, ma in via di miglioramento. I primi fortunati sono Edison Pena, Juan Illanes e il boliviano Carlos Mamani, l'unico operaio non cileno dei 33. Bombardati da flash e inseguiti dalle telecamere, in mezzo a una cortina di persone, i tre uomini hanno lasciato l'ospedale inseguiti da centinaia di giornalisti. "Non pensavo che sarei tornato", ha detto Pena. "Siamo stati molto male. Speriamo che quanto è successo non capiti mai più perché è stata un'esperienza molto dura. Grazie per aver creduto che eravamo vivi". Altri ventisei minatori dovrebbero lasciare l'ospedale nella giornata di venerdì. In quattro, invece, dovranno aspettare a tornare a casa. Tre di loro sono stati operati mercoledì in anestesia generale per un'infezione, ma lo stato post-operatorio, hanno assicurato i medici, "è molto buono". L'ultimo, il decano Mario Gomez, 63 anni, già affetto dalla silicosi per i tanti anni trascorsi nelle miniere, ha una polmonite acuta, ma sta reagendo in modo "straordinario" agli antibiotici